Nel nostro precedente approfondimento su ORAÉ®, abbiamo visto come l’utilizzo di materiale riciclato sia fondamentale per creare prodotti a basse emissioni di carbonio. Ma cosa si intende esattamente per materiale riciclato nel mondo del vetro piano? La risposta è nel cullet, ovvero i rottami di vetro provenienti dalle lavorazioni del vetro stesso, un elemento chiave per un’edilizia veramente circolare.
Capire cosa può essere riciclato e cosa no è il primo passo per contribuire attivamente a un futuro più sostenibile.
I Benefici Concreti del Riciclo: Perché Usare il Cullet?
Il vetro è un materiale che può essere riciclato infinite volte senza perdere le sue proprietà. L’impiego del cullet nel processo produttivo non è solo una scelta etica, ma porta a vantaggi ambientali ed energetici misurabili e significativi.
Secondo i dati di Saint-Gobain, per ogni tonnellata di cullet utilizzata si ottengono risultati straordinari:
• Riduzione di circa 700 kg di emissioni di CO2 (calcolate su Scope 1, 2 e 3).
• Risparmio di 1,2 tonnellate di materie prime vergini, inclusa la preziosa sabbia.
• Diminuzione di circa il 30% del fabbisogno energetico necessario per la fusione.
Questi dati, certificati tramite EPD (Dichiarazioni Ambientali di Prodotto), dimostrano in modo chiaro e verificabile l’impatto positivo del riciclo. L’impegno è concreto: Saint-Gobain Glass, che oggi utilizza in media circa 1/3 di cullet nella sua produzione (dato 2020), punta a raggiungere il 40% di cullet entro il 2030.
Identificare il Cullet: Cosa Può Essere Riciclato?
Non tutto il vetro è uguale. Il vetro destinato all’edilizia ha esigenze e una chimica specifiche, per questo è fondamentale una corretta separazione dei materiali.
Ecco una guida per riconoscere i prodotti in vetro piano che possono essere trasformati in cullet di alta qualità (la lista è valida solo per prodotti realizzati su vetro piano chiaro o extrachiaro):
• Vetro con depositi magnetronici (es. controllo solare, basso emissivo) o pirolitici.
• Vetro ricotto, temprato o indurito.
• Vetro stratificato con intercalare standard in PVB (polivinil-butirrale) o EVA, anche se il PVB è colorato.
• Specchi.
• Vetro satinato.
• Vetro stampato (grezzo).
Il centro R&D di Saint-Gobain è costantemente al lavoro per ampliare questa lista, migliorando continuamente le possibilità di riciclo.
Cosa NON È Cullet: I Materiali da Escludere
Per garantire la qualità del processo di riciclo, è altrettanto importante sapere quali materiali non possono essere considerati cullet. Questi si dividono principalmente in due categorie.
1. Vetro per Edilizia non idoneo al riciclo:
• Vetro colorato in pasta o laccato.
• Vetro retinato/armato.
• Vetro stratificato con intercalari diversi da PVB o EVA, come quelli resistenti al fuoco.
• Vetro smaltato o con stampa digitale (per cui è sempre meglio chiedere dettagli specifici).
• Prodotti tecnologici come il vetro borosilicato, i pannelli solari o il vetro elettrocromico.
• Qualsiasi tipo di cullet contaminato da altri rifiuti.
• Componenti accessori come fissaggi metallici, canaline, sigillanti, siliconi e altri elementi delle vetrate isolanti.
2. Altri tipi di vetro e materiali:
• Vetroceramica (es. piani cottura).
• Contenitori come bottiglie e vasetti.
• Cristallo (vetro con piombo).
• Schermi di TV e monitor.
• Lampade e lampadine.
• Soprammobili e oggetti decorativi in vetro.
• Residui generici da costruzione come cemento, macerie o sabbia.
Anche in questo caso, la ricerca punta a ridurre questa lista di esclusioni in futuro.
Un Impegno Condiviso per il Futuro
La sostenibilità è al centro della nostra strategia. Attraverso una corretta gestione del vetro a fine vita e un impegno costante nell’innovazione, possiamo chiudere il cerchio, trasformando quello che era considerato uno scarto in una risorsa preziosa. Per ogni progetto di ristrutturazione o demolizione, scegliere di separare correttamente il vetro significa contribuire a un’economia più circolare e a un pianeta più sano.